MASSAROSA

MASSAROSA

Massarosa come Viareggio e Torre del Lago, non è nella vera e storica Versilia, ma rimane tra le cittadine in zona subito limitrofe e confinanti.
Massarosa ha una superficie di 69.25 kmq, ospita complessivamente circa 20.000 abitanti, ed è diviso in sedici frazioni, distribuite per la maggior parte lungo il raggio dei suoi quindici chilometri di lunghezza. Sette di queste frazioni, Quiesa, Bozzano, Massarosa, Piano del Quercione, Piano di Conca, Piano di Mommio, Stiava, giacciono in pianura; le altre, Mommio, Corsanico, Bargecchia, Pieve a Elici, Compignano, Montigiano, Gualdo, Valpromaro e Massaciuccoli si trovano a varia altitudine sulle colline, dalla cui sommità si contemplano il Lago appunto di Massaciuccoli, oggi strettamente legato alla fortuna delle melodie di Puccini, ed il mar Tirreno, retrostante, che si mostra come un’ampia rada, al cui orizzonte, nei giorni chiari, si stagliano le sagome delle isole dell’Arcipelago Toscano, raccolte sotto l’Elba.
Al di sotto della strada provinciale Sarzanese, che si snoda alle estreme pendici dei colli da Quiesa a Montramito, si stende la parte pianeggiante di questo Comune. Arrivando da Viareggio, superata la prima fascia costiera in cui predominano le dune e la macchia bassa mediterranea, si incontra una fetta umida di territorio, caratterizzata dalla presenza di paludi, fossi e piccole aree bonificate, che chiude il confine naturale a sud incontrando il Lago di Massaciuccoli.

Bargecchia

Proseguendo la strada che da Piano di Conca sale verso la collina si raggiunge Bargecchia. Dalle sue pendici verdeggianti si possono ammirare il Mar Tirreno e il lago di Massaciuccoli e – nelle giornate di bel tempo – è possibile intravedere anche l´´isola di Capraia, l´´Elba e la Gorgona.
Il suo nome sembra di origine celtica “Berg” che significa “altura sopra una palude”.
Al centro del paese sorge la chiesa di San Martino, di origine romanica, all´´interno della quale si possono osservare polittici del XIV e XV secolo, grandi quadri, marmi e argenti del 1500, interessanti opere lignee e pregevolissimi lampioni processionali del 1700.
Ma la vera particolarità si trova all´´interno della torre campanaria.
Le quattro campane, di svariate dimensioni, furono consegnate al paese nel 1885.
Si narra che il maestro Giacomo Puccini venisse spesso a Bargecchia per ascoltare la meravigliosa melodia delle campane, che fu riproposta fedelmente alla fine del primo atto della Tosca.
Da secoli le campane sono state il mezzo più veloce di comunicazione per le generazioni passate.
Sicuramente legate alla fede, ma sempre al servizio della gente. Le campane annunciavano i grandi eventi, l´´inizio di una guerra, la sua fine, i pericoli, le invasioni, scandivano le ore e mettevano in allarme per la tempesta. A Bargecchia le campane sono sempre state suonate a braccia. Non è mai stata considerata l´´idea di mettere dei motori per muoverle: mancherebbe l´´anima a quel suono! E´´ una passione tramandata da generazioni e i campanari salgono sul campanile ancora oggi con lo stesso entusiasmo che animava quelli di 120 anni fa.
Il popolo di questa frazione è devoto al patrono San Ginese, mimo e attore romano, martire della fede, caduto sotto l´´imperatore Diocleziano nel 303 d.C. Autorevoli storici raccontano che il culto di San Ginese ha sempre richiamato numerose folle di pellegrini, attratti dal “potere taumaturgico del santo”.Eventi:
24 e 25 agosto festa di San Ginese
Luglio: concerti legati alle campane di G. Puccini
Ottobre: “Sagra della Mondina e del quartuccio fritto

Bozzano

Il nome di questa frazione deriva dal latino “Abudienum” che significa podere o terra di Abudio, un ricco possidente romano dell´´epoca repubblicana.
Bozzano va orgogliosa per i ruderi insigni di Loglia, per la chiesa di S. Prospero, per la Villa Conti, per la scuola materna intitolata a Morganti e la vecchia via Fontauli. La chiesa parrocchiale dedicata ai santi Prospero e Caterina conserva al suo interno una preziosa croce di rame dorato e una pregevole tela del XVII secolo.
La villa Conti e il campanile sono due simboli per la cultura perché sono emblema della presenza terrena e della forza dello spirito.
Importante e´´ anche la fattoria situata nella località “fontana” un tempo importante per la conservazione delle derrate alimentari: grano, granoturco, fagioli, olio, etc.Eventi:
Agosto: “Sagra della pupporina e del tordello

Compignano

Per andare a Compignano bisogna percorrere la strada del monte Quiesa che va a Lucca, per giungere alla sommità della collina tra boschi di lecci e castagni, dove vi regna una pace infinita.
Il nome di questa località deriva da “Campinius“, forse un proprietario romano che aveva il possesso del colle.
Storicamente Compignano è famoso per la villa di proprietà della famiglia Baldini, dove soggiornò Paolina Bonaparte. A 200 metri dalla villa si innalza la chiesetta dedicata a San Frediano, di origine romanica.
Nel bosco troviamo un ceppo per ricordare i 12 civili trucidati il 2 settembre 1944 dai soldati tedeschi.

Corsanico

Proseguendo da Bargecchia si arriva alla frazione di Corsanico.
Antico paese che si adagia sulle colline di ponente e si apre sull´´immenso orizzonte del Mar Tirreno e sul lago di Massaciuccoli. Da Corsanico possiamo osservare, se il cielo limpido lo consente, Pisa, Livorno e le isole della Capraia, dell´´Elba e della Gorgona.
Anticamente il paese era chiamato la “villa del medioevo” e possiede le caratteristiche tipiche dell´´occupazione longobarda. Secondo un´´antica tradizione, il paese fu fondato da un gruppo di corsari che sbarcarono sulla costa per cercare rifugio. Nella pieve del paese sono custodite pregevoli opere del XV, XVI e XII secolo; in particolare il grandioso organo costruito da Vincenzo Colonna nel 1602. Le caratteristiche tecniche e foniche di questo strumento sono catalogate tra le opere d´´arte del Ministero dei Beni Culturali. Ogni estate si succedono organisti di fama mondiale. L´´attività concertistica vanta la partecipazione di prestigiosi nome italiani e internazionali, come: Giancarlo Peudi, Tagliavini, Werner, Jacob, Jean Boyer…Eventi:
Luglio e Agosto: “Corsanico Festival” Rassegna Internazionale di Musica classica presso la Pieve di S. Michele arcangelo

Gualdo

Percorrendo la strada che da Pieve a Elici porta alla Freddana si giunge a Gualdo. Il suo nome deriva da “Waldum” termine di origine tedesca che significa “bosco privilegiato”.

Il paese ha conservato intatta la sua struttura di borgo medioevale e l´´austerità di terra antica. Quasi tutte le case, preziose testimonianze del passato, sono in pietra, con finestre e porte di piccole dimensioni; ogni balcone è ingentilito dal vivace colore dei fiori e a ridosso dei muri si aprono le bocche dei forni a legna. Camminare nelle sue strade è come tornare indietro nel tempo, perdendo la sensazione del presente. Il silenzio vi domina sovrano e i vecchi muri sono la testimonianza più viva della gloriosa storia di questo paese.

Eventi:
Agosto: Manifestazione “Il Paese delle Fiabe

Massaciuccoli

La strada che dalla statale Sarzanese porta a Massaciuccoli, seguendo il probabile antico tracciato della via Emilia Scauri, costeggia le rive del lago, donando un´´ampia visione di canneti e falascheti interrotti dal reticolo di canali. Numerosi indizi fanno ritenere che in epoca romana, dove oggi sorge l´´odierna Massaciuccoli, esistesse un pagus che con il suo porto accoglieva un notevole traffico di merci. Inoltre si ha notizia di una prestigiosa famiglia dell´´epoca, i Venulei, che sfruttò la posizione strategica di Massaciuccoli per far costruire una villa di cui ancora oggi si possono ammirare i resti che si affacciano sullo splendido paesaggio lagunare.
Oggi questa frazione è diventata importante sia dal punto di vista naturalistico che storico.
Infatti è inserita nel Parco naturale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli ed è dotata di un´´oasi di bird watching. Offre lo spettacolo di una ricca flora impreziosita da specie rare visibili percorrendo i “chiari” a bordo di barchine a remi.
A Massaciuccoli si trovano le rovine romane più importanti del Comune: i ruderi delle terme e della villa costruita all´´epoca dell´´imperatore Traiano, oltre a documenti ceramici. Splendido il mosaico pavimentale a tessere lapidee con soggetti zoomorfi e fitomorfi entro una doppia cornice a fasce.
Dalla piazza della chiesa, che si trova sopra le terme, si gode di un bellissimo panorama del lago, sulle cui sponde occidentali si vede Torre del Lago. A sud, nelle giornate serene, si può intravedere all´´orizzonte la torre pendente e il duomo di Pisa. Sulla collina sovrastante Lucca fece costruire la fortezza dell´´Aquilata intorno al 1000 per la propria salvaguardia. In questo incantevole posto conviene soffermarsi per una sosta abbastanza prolungata per godere dell´´incomparabile spettacolo della natura e della pace che vi regna sovrana.Eventi:
Maggio: (solitamente la seconda domenica del mese) Madonna del lago e Palio dei barchini.
Luglio e Agosto: laboratori di archeologia didattica, conferenze a tema, concerti, e attività culturali varie presso il padiglione espositivo “Guglielmo Lera

Massarosa

Massarosa capoluogo deve il suo nome al fatto che quasi tutto il suo comprensorio agricolo, boschivo e paludoso era in epoca longobarda proprietà esclusiva di un ricco possidente di nome Grauso. Pertanto con il nome “Massagrausi” si intende la proprietà di Grauso.
Negli anni ´´30 i massarosesi innalzarono una poderosa croce, visibile anche a grande distanza, sulla sommità del colle di San Jacopo sulle rovine di una cappella intitolata ad un apostolo pescatore. A testimonianza della loro fedeltà ai valori indicati dagli avi.
La chiesa parrocchiale intitolata ai santi Jacopo e Andrea si trova al centro del paese e nel corso dei secoli ha subito continue modifiche, fino a quando, nel 1895 ebbe una definitiva sistemazione con il decisivo intervento finanziario del marchese Pompeo Provenzali. All´´interno si trovano opere di famosi pittori della nostra terra: il pregevole affresco di Michele Marcucci è situato nelle nicchia del fonte battesimale, e a fianco si trova un´´edicola in marmo statuario per oli santi attribuita a M. Lorenzo Stagi di Pietrasanta.
Famoso è anche il Palazzo Giorgini dove soggiornò il noto Alessandro Manzoni.Eventi:
quindici giorni dopo Pasqua (sabato e domenica): Mostra agrozootecnica: esposizione di animali da cortile, piante aromatiche officinali e da giardino, macchine agricole, cavalli, prodotti tipici locali, attrezzature da giardino…ricorrente in concomitanza con la Madonna del Carmine.
Luglio: Ranochiocciola, sagra del ranocchio e della chiocciola.

Montigiano

Salendo verso il monte Pitoro, dopo aver lasciato Pieve a Elici, arriviamo a Montigiano.
Il nome di questa frazione deriva dal latino “Monticianum” che significa podere di Monticio, il colono romano padrone del colle. Nella sua storia Montigiano vede l´´agricoltura fiorire per merito delle cure dei monaci benedettini e la sua popolazione aumentare in seguito alle migliorate condizioni di vita.
Dal sagrato della chiesa si gode un bellissimo panorama: un mare di ulivi piantati in epoca lontana dai monaci della Jura.
Montigiano è molto conosciuta dagli stranieri per le bellezze dei suoi luoghi, dalla pace di cui si è circondati e dal clima mite che generalmente non conosce inverni molto freddi.

Mommio o Mommio Castello

Ancora oggi Mommio conserva i caratteri del tipico castello feudale: in alto l´´edificio principale, ai piedi il borgo e tra l´´uno e l´´altro la chiesa.
Importante è il castello del Meto, costruito con massicce fondamenta e grosse pietre squadrate. Più che un vero castello, doveva essere un´´alta torre di segnalazione con un buon apparato difensivo intorno: costruzione idonea a contenere uomini armati per la difesa e l´´opposizione al nemico.
La distesa di olivi che si può vedere dall´´alto del colle ispirò i celebri versi “Sull´´Alpe di Mommio” di Gabriele D´´Annunzio.

Piano di Conca

Proseguendo lungo la via Sarzanese che da Montramito va verso Pietrasanta troviamo Piano di Conca.
Il paese sorge su un´´area bonificata nel 1700 dove al posto di canali e paduli subentrarono le risaie che videro il lavoro umile e faticoso di tante generazioni, oggi sostituite da coltivazioni di fiori, primizie ortofrutticole, di fragole.
Importante a Piano di Conca è la Villa Cenami , dove nel medioevo aveva sede la chiesa parrocchiale di Conca “Sotto” (quella “Sopra” era presso l´´ex Villa Jacomelli).
Nel centro del paese si trova la chiesa Parrocchiale di San Francesco del 1953; l´´aspetto disadorno ed essenziale ne testimonia l´´urgenza di soddisfare la fondamentale necessità di culto degli agglomerati urbani di recente formazione. L´´interno è comunque arricchito da due pregevoli affreschi moderni di Walter Goggio: “L´´ultima cena” del 1977, “Deposizione della croce” anch´´essa del 1977.

Piano di Mommio

Proseguendo lungo la via Sarzanese, dopo Piano di Conca, incontriamo la frazione di Piano di Mommio.
Anticamente era una terra paludosa trasformata in seguito in un lussureggiante giardino di fiori e di primizie ortofrutticole.
La chiesa parrocchiale dedicata al Sacro Cuore, come quelle di Piano del Quercione e Piano di Conca, è stata innalzata da pochi anni, nell´´intento di soddisfare il bisogno di culto della gente che si è andata insediando.
Le fragole, insieme ai fiori, sono l´´oro di questo paese.

Piano del Quercione

Di questa frazione è conosciuta la chiesa della Madonna del Buon Consiglio, sorta ai piedi della collina. Oltre che centro religioso del posto è anche il simbolo del dinamismo e della volontà di rinnovamento che caratterizza la comunità di Piano del Quercione.

Eventi:
Maggio: Mostra fotografica e concorso nazionale di fotografia
Sagra dell´´olio e delle olive

Pieve a Elici

Pieve a Elici è posto sul colmo della collina.
Pieve è una parola che nella tradizione di origine medievale corrisponde alle parrocchie. In generale da una pieve dipendevano sempre altre chiese minori, oratori e cappelle. Privilegio di una pieve era il possesso del fonte battesimale e del cimitero. Il nome Elici invece deriva per alcuni studiosi dall´´esistenza nei dintorni di un bosco di lecci e quindi dal latino “ilex”. Nella frazione si trova la famosa chiesa di S. Pantaleone, un monumento sublime a vedersi dall´´esterno per la sua superba mole biancastra e per lo snello campanile. Visitando la chiesa troviamo opere importanti come l´´affresco della “Madonna con bambino” del XIII secolo, il crocefisso fra santi del XVI secolo e il polittico marmoreo del XV secolo. La torre campanaria adiacente è stata ricavata da una preesistente struttura difensiva.Eventi:
Luglio ed agosto: Festival di musica da camera della Versilia – Stagione  dei concerti di Pieve a Elici, prestigioso festival di musica da camera (archi, violini, pianoforte e flauti). Una perfetta acustica e una rassegna concertistica che dura da oltre 40 anni.

Quiesa

Il nome Quiesa deriva dall´´antico Gesa che in latino significava incidere, tagliare, probabilmente proveniente dalle cave di pietra ancora esistenti a monte del paese. Anticamente il paese aveva nelle vicinanze il suo porto per il commercio dei prodotti locali e delle stoffe provenienti da Lucca. La frazione ha origini dall´´alto Medioevo precisamente dai benedettini. Un tempo era rinomata per i suoi magli e mulini che oggigiorno sono scomparsi a causa dell´´avvento dell´´industria. Nel Medioevo agricoltura, commercio e artigianato erano le risorse economiche più valide di questo paese. Nel ´´900 Quiesa divenne il centro delle produzioni risicole della piana Massarosese. La chiesa di S. Stefano fu una delle prime cappelle che venne associata al monastero dei Benedettini. E´´ conosciuta la villa Meneghetti , un edificio imponente e ben conservato.

Eventi:
Agosto: “Sagra della bruschetta

Stiava

Aggirata la collina di Montramito si raggiunge con una breve marcia di 2 km la borgata di Stiava.
Il termine Stiava deriva da “tuguria Sclava” ovvero la capanna degli schiavi, nome dato al piccolo agglomerato di capanne entro cui abitavano gli slavi condotti in Italia come schiavi dai successori di Carlo Magno. Il paese ha un´´origine antichissima è senz´´altro legata alla costruzione di un approdo per piccole imbarcazioni; è riparata dai venti e dalle tempeste e posta nel fondo di una conca circondata sui tre lati da ripidi colli. L´´ubicazione del porticciolo è incerta, si pensa che si trovi lungo la parte occidentale del paese, dove sono stati trovati anelli adatti a legare le barche.
Sui colli sono sparse varie ville signorili, la più nota è quella appartenuta al Duca di Lucca, Carlo di Borbone. All´´ingresso, sotto un alto platano, spicca un pozzo di marmo del Nottolini, opera di pregevole fattura. Piccolo capolavoro di scultura ottocentesca “adornato di sobrie linee architettoniche classicheggianti e da marmi lavorati e disposti con disegno di fine gusto”.
Famosa è la chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta con il suo ottocentesco campanile, di basamento circolare, costruito per tenere a bada i nobili del posto.
La dolcezza del clima favorisce la coltivazione dell´´ulivo, della vite e di tante colture privilegiate, come fiori, fragole, asparagi e frutta. Nei giardini crescono aranci e limoni, come nella riviera Ligure.Eventi:
Luglio: “Sagra della polenta con i funghi” (località Montramito)
Agosto: “Festa del pesce” (località Montramito)
Mostre di pittura, scultura e fotografia presso villa Gori.

 Valpromaro
Solo una piccola parte di questa frazione ricade sul territorio il comune di Massarosa.
L´´importanza storica di questa piccola comunità che prende il nome da “vallis primaria”, ovvero prima valle, travalica l´´esiguo numero di abitanti o quello delle abitazioni addossate alla chiesa di S. Martino. E´´ accertato che dal piccolo villaggio di Valpromaro passò Carlo VIII con il suo formidabile esercito diretto a Lucca nel suo trionfale viaggio di andata verso Napoli nel 1494. Se a questo aggiungiamo che, secondo la leggenda, transitò dal paese diretto a Lucca il Volto Santo, ci rendiamo conto dell´´importanza del piccolo villaggio sin dal lontano Medioevo.
Oggi e´´ un paese attivo che ha dimenticato le sue secolari beghe con gli abitanti del vicino borgo di Gualdo e le terribili pestilenze del 1500.
Notizie tratte da:
“Massarosa e dintorni”
di Aquilio Lugnani e Emma Tomei Marrano – 1980

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